Sei al ristorante, in riva al mare, sono le due del pomeriggio e piove. Il tuo pranzo è stato delizioso; ma il rumore dei commensali ti ha affaticato. Poi è un attimo, il cameriere apre la porta della veranda: silenzio. E’ il flebile rumore dell’ondeggiare del mare. Diventi l’orecchio in ascolto, la brezza marina ti accarezza; è l’onda che ritorna verso il mare. Una gioia luminosa t’invade: ti domandi se gli ultimi commensali si siano accorti della bellezza che si è espansa, vorresti.
Scritto da Tefnet Admin alle 23:19
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Il Museo Bellini è rimasto uno dei pochi luoghi dove è ancora possibile comprendere lo spirito di un’Italia antica.
Collocato lungo l’Arno, in uno storico palazzo fiorentino, presenta una collezione di rara e stupefacente bellezza. Capolavori del Rinascimento e della storia dell’arte (Donatello, Jacopo della Quercia, Della Robbia, Ghirlandaio, Beato Angelico, Paolo Uccello, Veronese, ecc.) si presentano al visitatore in stanze che raccontano del tempo passato e ti lasciano incredulo.
Come si può convivere con tanta bellezza, senza esserne turbati, senza pensare di chiudere ognuno di questi capolavori in caveaux blindati. Invece lui, Luigi Bellini, l’ultimo di una grande dinastia di mercanti e collezionisti d’arte, te li presenta con la scioltezza di un giocatore che mostra le carte che ha tratto dal mazzo, gesto naturale e spontaneo. A Luigi Bellini, oggi, si potrebbe attribuire quella sovrana arte della ‘sprezzatura’ così magistralmente italiana. Credo, che in altre lingue straniere non esista un termine corrispondente: la sprezzatura è un’abilità tutta italiana ed il Museo Bellini, raro gioiello, oggi ne è testimone.
Solo chi è nato da una famiglia che da generazioni fa fluire l’arte può agire con tanto distacco, con tanta apparente facilità che è viceversa il distillato alchemico di modi di essere e di fare frutto del lavoro di generazioni.
Il Museo Bellini è un’esperienza che va al di là di ciò che vedi.
Scritto da Tefnet Admin alle 18:47
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Di questi tempi, il mio miglior post è stato quello dedicato ad Artemide. Siete usciti dal vostro pensiero ordinario? e avete aperto lo sguardo ai campi, ai boschi a questa natura bianca e selvaggia? come raramente accade. Se lo avete fatto, se vi siete immersi in quel paesaggio gelido e silenzio non potete non aver provato quella sacra meraviglia che un tempo ha fatto riconoscere nella natura una dea. Dea bella e sfuggente.
Scritto da Tefnet Admin alle 22:39
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La neve di questi giorni e i colori del cielo mi hanno fatto pensare che, forse, la nostra lingua è povera quando descrive i colori.
Cieli di luna piena sulla candida neve notturna di un blu che non trovo nell’ordinaria tavolozza. Un blu di prussia, forse, ma vorrei dire che era traslucido e tenero.
Stamani le montagne del cuneese aprivano a un celeste duttile e zebrato.
Dovrò ancora pensare a lungo per trovare soddisfazione dei colori.
Intanto vi consiglio una buona lettura: “Blu” di Michel Pastoureau.
Scritto da Tefnet Admin alle 22:07
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Caratteristiche piacevoli delle varie stagioni.
(...) D’inverno, il primo mattino: bellissimo, inutile dirlo, quando cade la neve.
Bello è anche il candore della brina; oppure, oltre a questo, riattizzare il fuoco rapidamente, quando il freddo è più intenso, e attraversare le sale portando il carbone. E’ anche piacevole verso mezzogiorno, quando l’ambiente si è intiepidito, vedere il fuoco del braciere, non più alimentato, ridursi a bianca cenere.
Da “Note del guanciale”
Scritto da Tefnet Admin alle 14:28
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Ancora neve!
Attendo paziente il bucaneve.
Scritto da Tefnet Admin alle 14:22
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Secondo la saggezza contadina, di mia madre, il 2009 non sarà un anno propizio per i fenomeni atmosferici.
“Natale senza luna porta un cattivo anno”. Di fatto la luna nuova di dicembre è venuta il 27 dicembre con il Natale ormai passato al buoio.
Ora, speriamo che mia madre abbia torto anche perché, nonostante le copiose precipitazioni nevose e il freddo glaciale che ormai ci accompagna da fine novembre, a me questo tempo mi è parso molto propizio. Finalmente un vero inverno che manda in letargo e che fa da antisettico, quindi speriamo bene…
La fine dell’inverno è ancora lontana: siamo ancora con la fatidica luna di dicembre. Quella di gennaio ahimè arriverà solo il 26 di gennaio. Preparatevi dunque, a non smozare il fuoco e continuate a fare provvista di riposo e calore.
Scritto da Tefnet Admin alle 17:29
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Dimentico, acquetato,
il volto reclinai sopra l’Amore,
tutto cessò e restai,
lasciando il mio timore,
in mezzo ai gigli obliato.
(da “Notte oscura” di San Juan de la Cruz trad. Cristina Campo)
Scritto da Tefnet Admin alle 14:40
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Oggi, siamo saliti, a Tiglieto seguendo il corso del torrente Orba. Siamo passati accanto al grande invaso di Ortiglieto, la diga che, negli anni ‘30 del secolo scorso, crollò; poi attraverso una strada che taglia la costa della collina siamo giunti a Tiglieto. Abbiamo visto l’abbazia. Erano le 3 del pomeriggio; faceva freddo, ho pensato che questa fosse la prima giornata d’inverno, ci siamo incamminati sul percorso gelido. L’abbazia, fin dalle prime ore del meriggio in inverno, è nell’ombra. Poi, siamo entrati nella chiesa a tre navate pulite e sobrie: le colonne quadrate in mattoni del XII secolo danno un tocco di colore al candore del luogo. La chiesa è perfettamente orientata a est. Sull’altare una colomba pende dal soffitto: è il tabernacolo. L’uso del tabernacolo chiuso sopra l’altare è del tempo della Controriforma, ci spiega il Monaco Circestense, che li vive secondo la regola di Bernardo di Clairvaux.
Continua...
Scritto da Tefnet Admin alle 21:30
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