Nel cuore dell’area vitivinicola dello Chablais Vaudois, il castello d’Aigle ti colpisce per l’imponente bellezza, adagiato nella valle du Rhone è attorniato da un mare di vigneti che si inerpicano su per i monti. E’ incantevole vederlo quando scendi da Pillon.
Il castello ospita le Musée de la vigne e du vin, ben fatto, ma il vero piacere sta nell’architettura, nel salire sulla torre e percorrere i magnifici caminamenti. Come sempre è la geometria dello spazio, l’armonia delle forme e dei colori, i materiali naturali antichi che impressionano e non ciò che oggi possiamo aver aggiunto.
Scritto da Tefnet Admin alle 21:31
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Tra i castelli del territorio tra Acqui Terme e Ovada, Carpeneto è il più intimo, il più raccolto in se stesso.
Superato il vecchio cancello, sali in cima alla collinetta che domina il centro storico; la strada immersa nel boschetto del parco è dissestata e risente l’incuria o forse il voler essere dimessa per non attrarre l’attenzione. Poi arrivi su; tutto è verde, tutto dorme.
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Scritto da Tefnet Admin alle 22:16
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Il castello di Morsasco è aperto domenica 16 e 30 maggio (11,00-12,30; 15,00-19,00 - ultimo ingresso ore 18,00); sabato e domenica 5 e 6 giugno solo al mattino 11,00-12,30 in occasione di Gardening in Collina, mostra mercato florovivaistica di Montaldo Bormida (5’ da Morsasco); il 20; 26; 27 giugno 2010. Inoltre è aperto in altre date ma esclusivamente su appuntamento.
Altri castelli da vedere sono:
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Scritto da Tefnet Admin alle 13:47
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Domenica 18 aprile tutti i castelli del basso piemonte saranno aperti al pubblico : si tratta di 107 strutture tra castelli, ville, forti, musei, ecc.. Per sapere quali visitate il sito http://www.castelliaperti.it
Quindi per chi viene nell’Alto Monferrato può visitare il castello di Morsasco, Prasco, Orsara Bormida, Cremolino, Rocca Grimalda e salire sulla torre del Castello di Trisobbio (albergo - ristorante).
Non solo, ma, nella zona ,anche Villa Ottolenghi (borgo Monterosso ad Acqui Terme), capolavoro dell’architettura del ventennio, i resti del castello di Morbello e tantissime altre occasioni di visita tutte distanti tra di loro pochi chilometri. Non perdete questa occasione! Potete chiedere anche al numero verde della Regione Piemonte 800 329 329
P.S. in un prossimo post, vi scrivo quali visite no dovrete perdere…
Scritto da Tefnet Admin alle 23:11
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Giovedì 3 dicembre è morto Raoul Molinari. Ho incontrato Raoul al tempo della mia esperienza lavorativa a Mango: era stato un iniziatore di Castelli Aperti. In tempi in cui il patrimonio castellato non suscitava grandi interesse ed entusiasmi, Raoul aveva, invece, capito che la storia del basso Piemonte poteva avere nei castelli un alleato potente per sviluppare l’economia di un’area mal industrializzata, dove l’agricoltura non giocava più un ruolo centrale e dove, per converso, l’enogastronomia reggeva incontrastata l’immagine turistica e culturale.
La sfida dei castelli è ancora oggi tutta da giocare, ma Raoul come, sempre, ha avuto la giusta intuizione. La Langa ed anche il Roero gli devono molto: tantissime sono state le sue intuizioni turistiche, ma pochi oggi sarebbero disposti ad ammetterlo. La memoria è breve, è divenuta superflua nel nostro tempo e, dunque, le avventure di Raoul, perché di questo si è trattato, sono cadute presto nell’oblio.
Molinari assomigliava straordinariamente a Mango, suo paese natale: grande nei panorami, nel saper veder lontano, paesaggi di rara bellezza, ma un po’ abbandonato e anche duro nell’anima. Mango trae il nome da un’arma da guerra, il mangano, e ha rappresentato nel Medioevo un luogo di controllo del territorio e crocevia dei commerci, arroccato e arrotolato sula sua forma triangolare che converge sul castello. Ma, oggi, è un paese di Langa, amato da chi viene da Oltralpe ma quasi sconosciuto da chi lo abita.
Scritto da Tefnet Admin alle 00:03
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Venerdì è stata una giornata interessante. Sono partita alle 7,30 da Morsasco per fare visita a una quindicina di Comuni nel Monferrato. In realtà mi ero prefissa un compito assai banale: consegnare i depliiant di Castelli e Paesaggi. Ma la giornata si è rivelata fruttosa, almeno per gli occhi e per la mia conoscenza del territorio.
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Scritto da Tefnet Admin alle 21:36
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Domenica 30 agosto mi sono dilettata in un nuovo sopralluogo per “Castelli Aperti”. Siamo partiti con la solita compagnia, Aldo, Ennio, Maura ed io con la destinazione di Montemagno. Erano alcuni anni che non tornavo lì: Montemagno è sicuramente uno dei più bei borghi immerso nel paesaggio del Monferrato. Colline dolci, disegnate da appezzamenti di terreno con coltivi differenti: una luce calda e dorata che si evidenzia nelle costruzioni in pietra arenarica intervallata dai rossi mattoni.
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Scritto da Tefnet Admin alle 20:14
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Domenica 2 agosto sono andata a visitare il castello di Burio aperto in occasione di “Castelli Aperti”.
E’ stata sicuramente una visita molto singolare e lo dico con cognizione di causa, visto che di castelli piemontesi ne ho visti e ne conosco un numero ragguardevole.
Venendo al dunque: siamo entrati nel cortile, giardino interno del castello passando sopra a un suggestivo ponte levatoio. Il castello esternamente denota poche tracce di restauro: il giardinetto che si apre su una bella terrazza panoramica delle colline dell’astigiano, non è curato, incuria che, poi, ho compreso essere una voluta aria di antico che sa di abbandono. I proprietari sono svizzeri e credo che, per loro, sia un modo di sentire ‘italiano’ quello di conservare tutto secondo questo gusto di cui la definizione mi manca.
Comunque siamo stati ad attendere nel giardinetto su singolari sedie in ferro battuto, da un pozzo suonava un ritmo di musica contemporanea che creava una suggetione di difficile definizione. Il giardino conserva ancora i segni di un gusto antico: un bosso divenuto forte albero e un grande tasso.ne segnano il gusto.
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Scritto da Tefnet Admin alle 22:19
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Talvolta, capisco perché amo i castelli.
Questa sera sono scesa nei sotterranei del castello di Pocapaglia: i cunicoli, le cripte nell’arenaria delle rocche del Roero sono un’esperienza particolare.
Ho sempre pensato che la terra del Roero fosse un luogo secco, solare dove solo qualche eco di ‘masca’ poteva giungere ma che nulla avesse a che fare con le terre lunari acquatiche che danno vita alle forme e che solo la luce lunare e il mistero dei boschi, della natura selvaggia possono rendere tali.
Fin da piccola ho percepito il calore e la salda tranquillità che mi ha dato l’essere nata ai bordi di una rocca. Sono nata qui, dalla terra dove, anticamente, si prendeva l’argilla per fare i mattoni. Casa mia è stata, per secoli, la fornace per il castello, per San Bernardino e per la parrocchiale. Oggi, purtroppo, non esistono più tracce di quel tempo, se non l’argilla violacea presente sotto pochi metri di una terra povera e sassosa.
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Scritto da Tefnet Admin alle 14:09
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