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Wednesday, 01 April 2009

Il giardino di Boboli

Il 14 marzo, di mattino, ho visitato i Giardini di Boboli, nel tepore primaverile.
L’esuberanza di bellezza a Boboli non è dicibile: ho sognato per notti intere labirinti di siepi, una verzura di vita inestinguibile.
La composizione, gli ambienti, gli scorci e le prospettive non ti danno respiro e la bellezza dei lecci ti colpisce anche se, quest’ultimi sono oggi troppi.
Se mi chiedessero in quale albero vorrei vivere risponderei un leccio: la corteccia che ricorda le grandi quercie, la chioma profonda e ribelle di verde intenso che mi ricorda l’ulivo. Non depone mai le sue foglie intense, ama i climi miti ma non disdegna neanche il nostro clima piemontese.

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Scritto da Tefnet Admin alle 00:29 in il giardino dei labirinti | Commento (1) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Wednesday, 21 January 2009

La vigna

Oggi sono salita fino alla vigna della Ciura: erano, forse, quindici o vent’anni che non ci tornavo. Luogo tanto amato in gioventù. Lì, mio padre mi ha insegnato a riconoscere l’arco alpino: Rocca La Meja (la più amata), il Monviso, il Roccia Melone con sotto il Musiné, il Gran Paradiso, il complesso del Rosa, ecc. E, anche oggi, che era una giornata radiosa li ho ritrovati tutti là. Io e la Betty, in mezzo alla neve, ancora, alta, a guardarli per cercare di ricordare tutte le punte. Poi la casa, casa di campagna di uno dei marchesi di Sommariva: quando ero piccola e andavo lì, la nostra vigna confina con la loro proprietà, guardavo questa casa, che era bellissima e pensavo ‘Si che Gastone, è furrrrbo! lui, il più anziano fra tutti i fratelli, ha lasciato il castello agli altri e se ne sta beato qui!!!’. Lo vedevo passare, talvolta con i suoi baffi e il nome, Gastone, per me allora così aristocratico, talvolta anche con il fucile e i cani da caccia. Avevo una vera e propria ammirazione per quell’uomo che aveva preferito a un castello una casa con vigna sul cuccuzzolo di una collina in mezzo ai boschi. Solitaria e soleggiata circondata da rose e viti, mi sembrava tutto ciò che si può desiderare.
Oggi ho ripensato all’amore per la campagna, solitaria e anche un po’ selvaggia e di come i castelli siano stati per me un destino non desiderato. Avrei voluto mucche da portare sui pascoli, asini e pecore da guardare.

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Scritto da Tefnet Admin alle 20:41 in il giardino dei labirinti | Commenti (6) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Monday, 03 November 2008

Acqua

Ogni vero viaggio inizia nell’acqua.

Scritto da Tefnet Admin alle 01:50 in il giardino dei labirinti | Commento (1) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Thursday, 24 July 2008

Mimmo Paladino a Villa Pisani

I dormienti di Paladino, nella lunga vasca di Villa Pisani, ti toccano e vorresti esser tu distesa, raccolta come l’animale prima di spiccare il volo.
A Villa Pisani mi sono persa nel labirinto del sogno. E’ difficile non essere toccati da tanta bellezza.
Ma la bellezza va condivisa…

Scritto da Tefnet Admin alle 23:29 in il giardino dei labirinti | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Tuesday, 15 July 2008

Il castello di frassinello monferrato: un cuore di Monferrato

Oggi ho pranzato con l’amica Selma de La Stampa di Alessandria e con Giovanna Alfonsi, la proprietaria di quel luogo strepitoso che è il castello di Frassinello Monferrato. Nel cuore del basso Monferrato, circondato da colline suadenti, si nasconde tra le case del borgo. Ma quando varchi il portone ed entri nella corte ,sorvegliata dal gelso millenario, ti rendi conto che non sei arrivato in luogo casuale e allora guardi. La bellezza enigmatica delle costruzioni monferrine: una fila di caldi laterizzi, una fila di bianca arenaria e il gioco, che si ripete, per tutto l’edificio, è fatto.
Dove stia la bellezza e l’attrattiva di questo modo di costruire che poi diveniva vero e proprio decoro è misterioso. Le pievi dell’astigiano seguono questo stilema e rappresentano un vero e proprio appuntamento con la bellezza. Il castello conserva intatto il fascino del tempo ed ora è ritornato a vivere grazie allo scrupoloso e maniacale lavoro dell’arch. Alfonsi che ha trovato in Frassinello il suo demone. intenso demone.
Non sono solo gli affreschi, sapientemente restaurati, ma è il ritmo, l’armonia profonda dei colori che si alternano che fanno di questo posto un luogo eccezionale.

Scritto da Tefnet Admin alle 23:51 in il giardino dei labirinti | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Friday, 08 February 2008

Da Ricca a Marina di Carrara

Oggi ho mangiato un sublime pesce crudo, una frittura strepitosa e delle orecchiette con la colata di acciughe (strepitosa!!!!)
Per concludere fragole scottate con gelato alla vaniglia.
Un vermentino delicato e fruttato, veramente un desinare inappagabile.
Bravo Riccà

Scritto da Tefnet Admin alle 23:37 in il giardino dei labirinti | Commento (1) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Wednesday, 30 January 2008

Milano

Di Milano mi piacciono i fiori, i bouquet, i chioschi nelle vie.
Inevitabilmente, ogni volta che vado a Milano, scopro che i fiori mi piacciono di più e penso che i milanesi ritornano alle loro case con i colori tra le mani. A Torino niente chioschi, niente bancarelle, niente bouquet: il sano senso dell’inutile impedisce al superfluo, salvifico, di manifestarsi. con vivo dispiacere mio.

Scritto da Tefnet Admin alle 19:21 in il giardino dei labirinti | Commenti (5) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Thursday, 03 January 2008

Notturno: aretè


In una notte come questa mi sono imbattuta in areté, concetto che significa pressapoco, la forza della virtù, ma non è propriamente la virtus del viri latino. Aristotele diceva che “Aretè è una disposizione concernente la scelta, consistente in una medietà”. Credo che intendesse la scelta di ciò che è giusto e dunque platonicamente parlando anche buono.
Aretè è la virtù che neppure la morte ti fa temere. Ha una radice antica nel sanscrito RTA, da cui deriva l’ORDO latino, l’armonia, l’artimetica ecc. ma anche una derivazione più diretta da ARESKEIN, piacere, ciò che provoca piacere, ed è sostantivo femminile ed astratto. Come se il praticare l’ordine del cosmos consentisse di manifestare l’areté fino anche alla morte e questo rientra nella sfera del piacere. Saper sciegliere ciò che è buono e dunque bello e giusto è anche esercitare l’aretè? Talvolta mi domando se ci sia dato di uscire dall’ordine del nostro cosmo, della nostra natura per crearci un altro sentiero o se invece la vita consista nell’intuizione di un nostro ordine che è tale solo se in esso pratichiamo la nostra personale areté.

Meglio sarebbe parlare delle Pleiadi in una notte come questa?

Scritto da Tefnet Admin alle 00:46 in il giardino dei labirinti | Commenti (3) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Tuesday, 01 January 2008

Un giorno di poesia: quando l’armonia scende tra noi

Quest’anno per gli auguri di Natale ho pensato di inviare alcuni versi di “Pioggia nel Pineto” di G. D’Annunzio. Mi piaceva l’idea di fare un augurio propiziatorio. Ma non mi aspettavo una così partecipata risposta: chi mi ha regalato frammenti di memoria, chi versi, chi sensazioni di gioia. La poesia accarezza la nostra razionalità ma si alimenta del nostro mondo più profondo che parla un linguaggio che tutti comprendiamo.
Così ho pensato di riprodurre tutte le poesia che mi hanno inviato per renderle disponibili a tutti, con l’augurio che nel 2008 la poesia ci sia compagna. sempre.

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Scritto da Tefnet Admin alle 23:05 in il giardino dei labirinti | Commenti (7) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Wednesday, 19 December 2007

Ma chi ama i castelli? E’ una questione di genere?

Scritto da Tefnet Admin alle 00:03 in il giardino dei labirinti | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|