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Friday, 23 November 2007

I Tarocchi di una notte: la caduta dalla Torre

Tra gli arcani maggiori la Torre porta in sé un fascino arcano e oscuro. Anticamente la “Torre” aveva diverse denominazioni: Sagitta, Casa del Diavolo, Casa del Dannato, Cielo e, più spesso, Maison de Dieu.
L’iconografia è piuttosto ricca: in alcuni mazzi, è la raffigurazione di una torre colpita dal fulmine, in una notte oscura con fiamme che cadono dal cielo sopra un gregge di pecore; in altri la torre ha la testa di mucca; talvolta è un albero che germoglia. Più spesso è la torre colpita dal fulmine.
“C’era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: era integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Gli erano nati sette figli e tre figlie: erano di sua proprietà settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine e servitù molto numerosa: era l’uomo più facoltoso di tutti i figli d’Oriente…”.
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Scritto da Tefnet Admin alle 23:09 in Daath | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Saturday, 10 November 2007

surfing

She surfs in my body
From the bottom of my heart to the tip of my horn and back again
Sometimes she takes a break
(...)
Surfing, a poem by Gilad Atzmon, “My one and Only Love, Saqi Books, 2005

Scritto da Tefnet Admin alle 17:53 in ah ah dei miei pensieri | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Sunday, 04 November 2007

Ma perché il tappeto vola?

Solo gli stolti non riconoscono nell’annodarsi degli eventi apparentemente casuali della vita, nelle coincidenze, l’esistenza di una trama che si svolge su un’ordito spesso misterioso ma perentorio e inesorabile.

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Scritto da Tefnet Admin alle 23:24 in Daath | Commenti (2) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Thursday, 01 November 2007

Notte dei santi e dei morti

Mia madre mi racconta che, un tempo, la notte che precede quella dei morti si preparavano le ‘barote’ (caldarroste). Si lasciavano sul tavolo con una bottiglia di vino e il fuoco acceso, così, i cari estinti per una notte possono trovare ristoro e la dolcezza della casa. 

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Scritto da Tefnet Admin alle 22:20 in ah ah dei miei pensieri | Commenti (3) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Thursday, 01 November 2007

Dialoghi velati con Leucò

DIANA: Tu sei Ippolito, il ragazzo che morì per seguirmi. E ora vivi oltre il tempo. Non hai bisogno di ricordi. Con me si vive alla giornata, come la lepre, come il cervo, come il lupo. E si fugge, s’insegue sempre. Questa non è la terra dei morti, ma il vivo crepuscolo di un mattino perenne. Non hai bisogno di ricordi, perché questa vita l’hai sempre saputa.
Cesare, Pavese, “Dialoghi con Leucò”, Torino, 1974

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Scritto da Tefnet Admin alle 00:20 in Daath | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|