granoturco
Il giorno che mi fermai ai piedi di un campo di granoturco e ascoltai il fruscio dei lunghi steli mossi nell’aria, ricordai qualcosa che un tempo avevo dimenticato. Dietro il campo, una terra in salita, c’era il cielo vuoto. “Questo è un luogo da ritornarci”, dissi, e scappai quasi subito, sulla bicicletta, come se dovessi portare la notizia a qualcuno che stesse lontano. Ero io che stavo lontano, lontano da tutti i campi di granoturco e da tutti i cieli vuoti.
Cesare Pavese, “Il Mare” da “Feria d’agosto”, Torino, 1946
Scritto da Tefnet Admin alle 18:22 in ah ah dei miei pensieri | Commento (1) | Scrivi | Tell-a-Friend|