Sabato e domenica 13-14 giugno ritorna la scuola di Falconeria al castello di Morsasco. Il corso è tenuto da Fabrizio Piazza, Maestro Falconiere di Maria S.S. delle Vittorie e dei Sires da Masanzana. I falchi messi a disposizione sono dell’Alta Scuola di Falconeria; i materiali didattici verranno forniti durante il corso.
Per tutti i corsisti è data l’opportunità di partecipare come aiutanti alle dimostrazioni dei falconieri aperte al pubblico che si terranno il sabato e la domenica 20-21 giugno 2009.
Il corso è a numero chiuso: massimo 12 iscritti. Iscrizioni entro il 15 maggio 2009
Annullo filatelico 2008 di Roberto Audino
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Scritto da Tefnet Admin alle 16:33
in Falconeria
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Oggi, sfogliando l’agenda del 2006, mi sono accorta che esattamente tre anni fa vedevo per la prima volta il castello di Morsasco.
Percorrevo la strada che da Acqui Terme conduce a Ovada e, più in giù, fino a Voltri. Avevo la mia cartina e, dopo Visone, prima di Prasco continuavo a dire a Marinella “ma devesser per forza qui”, “ma come è possibile che non si veda”!
Vedevamo già da un po’ il castello d’Orsara, che conoscevo da tempo; poi ho detto “io svolto qui”. Così siamo giunte a Morsasco passando per Pontechino e leggendo finalmente “frazione di Morsasco”. Allora non sapevo che Morsasco è l’unico comune ad avere solo 3 cartelli segnaletici (e non scherzo) che puoi ammirali nel momento in cui arrivi a Morsasco.
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Scritto da Tefnet Admin alle 23:45
in Castelli,
in castello di morsasco
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Il Museo Bellini è rimasto uno dei pochi luoghi dove è ancora possibile comprendere lo spirito di un’Italia antica.
Collocato lungo l’Arno, in uno storico palazzo fiorentino, presenta una collezione di rara e stupefacente bellezza. Capolavori del Rinascimento e della storia dell’arte (Donatello, Jacopo della Quercia, Della Robbia, Ghirlandaio, Beato Angelico, Paolo Uccello, Veronese, ecc.) si presentano al visitatore in stanze che raccontano del tempo passato e ti lasciano incredulo.
Come si può convivere con tanta bellezza, senza esserne turbati, senza pensare di chiudere ognuno di questi capolavori in caveaux blindati. Invece lui, Luigi Bellini, l’ultimo di una grande dinastia di mercanti e collezionisti d’arte, te li presenta con la scioltezza di un giocatore che mostra le carte che ha tratto dal mazzo, gesto naturale e spontaneo. A Luigi Bellini, oggi, si potrebbe attribuire quella sovrana arte della ‘sprezzatura’ così magistralmente italiana. Credo, che in altre lingue straniere non esista un termine corrispondente: la sprezzatura è un’abilità tutta italiana ed il Museo Bellini, raro gioiello, oggi ne è testimone.
Solo chi è nato da una famiglia che da generazioni fa fluire l’arte può agire con tanto distacco, con tanta apparente facilità che è viceversa il distillato alchemico di modi di essere e di fare frutto del lavoro di generazioni.
Il Museo Bellini è un’esperienza che va al di là di ciò che vedi.
Scritto da Tefnet Admin alle 18:47
in ah ah dei miei pensieri
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