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Tuesday, 11 August 2009

Visita al castello di Burio

Domenica 2 agosto sono andata a visitare il castello di Burio aperto in occasione di “Castelli Aperti”.
E’ stata sicuramente una visita molto singolare e lo dico con cognizione di causa, visto che di castelli piemontesi ne ho visti e ne conosco un numero ragguardevole.
Venendo al dunque: siamo entrati nel cortile, giardino interno del castello passando sopra a un suggestivo ponte levatoio. Il castello esternamente denota poche tracce di restauro: il giardinetto che si apre su una bella terrazza panoramica delle colline dell’astigiano, non è curato, incuria che, poi, ho compreso essere una voluta aria di antico che sa di abbandono. I proprietari sono svizzeri e credo che, per loro, sia un modo di sentire ‘italiano’ quello di conservare tutto secondo questo gusto di cui la definizione mi manca.
Comunque siamo stati ad attendere nel giardinetto su singolari sedie in ferro battuto, da un pozzo suonava un ritmo di musica contemporanea che creava una suggetione di difficile definizione. Il giardino conserva ancora i segni di un gusto antico: un bosso divenuto forte albero e un grande tasso.ne segnano il gusto.

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Scritto da Tefnet Admin alle 22:19 in Castelli, in castelli delle mie brame | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Tuesday, 11 August 2009

Le Pietre d’inciampo

La sera del 22 luglio mi sono recata a Saluzzo per partecipare a uno dei bei appuntamenti di “Saluzzo inedita” (non perdeteli!)
La serata era dedicata a una singolare e intensa iniziativa: LE PIETRE D’INCIAMPO.
Le “pietre di inciampo” sono delle targhette in ottone che vogliono ricordare i cittadini ebrei che vissero a Saluzzo e che furono deportati e uccisi nel campo di sterminio di Auschwitz. “Per poter leggere le incisioni bisogna inchinarsi davanti alle vittime”, questo era quanto intendeva l’ideatore ed artista Gunter Demnig (Cologna) che molti fa ha dato avvio a questa iniziativa in Germania. Il Comune di Saluzzo, probabilmente è il primo in Italia ad aver aderito a questa iniziativa.
Quella sera abbiamo percorso un breve tratto del centro storico: quello appena fuori l’antico ghetto. Ci siamo fermati di fronte alle case dove vivevano un tempo le famiglie degli ebrei deportati e dove ora sono state collocate delle piccole targhe di ottone al pavimento, in modo discreto: il nome di chi un tempo lì viveva e il ricordo della sua morte per mano nazista.

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Scritto da Tefnet Admin alle 22:12 in ah ah dei miei pensieri | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|