Ci siamo conosciute, frequentate per qualche anno e, nel giorno del tuo funerale, scopro che avevi una voce bella e potente con cui conducevi il coro nella messa delle 18,00 in Duomo. Che il tuo canto ti sia da viatico…
Scritto da Tefnet Admin alle 22:14
in ah ah dei miei pensieri
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Due betulle banche solitarie sul campo innevato.
Un giorno di dicembre sull’autostrada A21
Oce e anatre nel recinto nella campagna di Nizza.
Il vento tra i rami dei pini del castello, in una giornata di sole.
A Morsasco, oggi
Dopo un’abbondante nevicata, gli alberi bianchi in una giornata grigia.
I boschi del mese di dicembre
Le lune piene del mese di dicembre nelle prime ore della notte gelida.
Scritto da Tefnet Admin alle 00:24
in ah ah dei miei pensieri
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Con l’entrata in Scorpione, la vita compie un profondo ripiegamento in sé per scendere nelle sue profondità plutoniane. La natura, con questo passo verso l’oscurità consente a se stessa di ritrovare il segno della rinascita. I Celti ponevano la fine dell’anno al termine del mese di ottobre e ne vedevano la rinascita con i primi giorni di novembre. Tempo in cui l’al di là diveniva permeabile e il velo tra i due mondi si assottigliava. Chi sa guardare dentro sé in questo tempo può trarre ispirazioni, intuizioni di questo mondo che è oltre alla nostra comune percezione.
L’immersione nel tempo d’acqua annuncia il seme del tempo di terra e con esso l’aprirsi a una nuova dimensione come avviene nel solstizio d’inverno, quando il capricorno (figura a metà capra e a metà pesce) sorge dalle acque dell’equatore celeste.
Continua...
Scritto da Tefnet Admin alle 00:13
in Daath
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Giovedì 3 dicembre è morto Raoul Molinari. Ho incontrato Raoul al tempo della mia esperienza lavorativa a Mango: era stato un iniziatore di Castelli Aperti. In tempi in cui il patrimonio castellato non suscitava grandi interesse ed entusiasmi, Raoul aveva, invece, capito che la storia del basso Piemonte poteva avere nei castelli un alleato potente per sviluppare l’economia di un’area mal industrializzata, dove l’agricoltura non giocava più un ruolo centrale e dove, per converso, l’enogastronomia reggeva incontrastata l’immagine turistica e culturale.
La sfida dei castelli è ancora oggi tutta da giocare, ma Raoul come, sempre, ha avuto la giusta intuizione. La Langa ed anche il Roero gli devono molto: tantissime sono state le sue intuizioni turistiche, ma pochi oggi sarebbero disposti ad ammetterlo. La memoria è breve, è divenuta superflua nel nostro tempo e, dunque, le avventure di Raoul, perché di questo si è trattato, sono cadute presto nell’oblio.
Molinari assomigliava straordinariamente a Mango, suo paese natale: grande nei panorami, nel saper veder lontano, paesaggi di rara bellezza, ma un po’ abbandonato e anche duro nell’anima. Mango trae il nome da un’arma da guerra, il mangano, e ha rappresentato nel Medioevo un luogo di controllo del territorio e crocevia dei commerci, arroccato e arrotolato sula sua forma triangolare che converge sul castello. Ma, oggi, è un paese di Langa, amato da chi viene da Oltralpe ma quasi sconosciuto da chi lo abita.
Scritto da Tefnet Admin alle 00:03
in Castelli,
in castelli delle mie brame
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