San Biagio e l’angelo custode.
Oggi, san Biagio, sono ritornata in chiesa a Sommariva: ero assente da tempo.
La parrocchiale di Sommariva è raffinata; architettonicamente non è di rilievo, ma l’apparato pittorico la rende delicata ed armoniosa. Belli sono i colori pastelli ocra, celesti, rosati risaltati dall’elegante pavimento in quarzite di Barge giallo oliva. La luce aranciata della sera filtrava nella chiesa intima e serena.
Sono stata magnetizzata, tutto il tempo, dalla tela di Bartolomeo Caravoglia (1620-1691) dedicata all’Angelo Custode.
Da piccola la guardavo pensando al mio angelo custode ma una certa inquietudine, forse per il tono dell’opera, ambientata in una natura spoglia e forse anche greve, mi impensieriva.
Poi anni fa, mi sono accorta di un particolare che ha dato un senso al quadro. L’angelo che, con la sinistra indica la nube quasi di fuoco del cielo e con la destra prende saldamente il braccio di un tenero fanciullo, ha delle proporzioni inusitate. La testa dai riccioli d’oro è minuta al confronto delle lunghissime braccia e ancora più maestose gambe.
E’ veramente possente: ma gli angeli non hanno corpo, non sono spazio ma spirito.
Scritto da Tefnet Admin alle 00:02 in ah ah dei miei pensieri | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|