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Sunday, 03 January 2010

Caro Raoul Molinari: ciao

Giovedì 3 dicembre è morto Raoul Molinari. Ho incontrato Raoul al tempo della mia esperienza lavorativa a Mango: era stato un iniziatore di Castelli Aperti. In tempi in cui il patrimonio castellato non suscitava grandi interesse ed entusiasmi, Raoul aveva, invece, capito che la storia del basso Piemonte poteva avere nei castelli un alleato potente per sviluppare l’economia di un’area mal industrializzata, dove l’agricoltura non giocava più un ruolo centrale e dove, per converso, l’enogastronomia reggeva incontrastata l’immagine turistica e culturale.
La sfida dei castelli è ancora oggi tutta da giocare, ma Raoul come, sempre, ha avuto la giusta intuizione. La Langa ed anche il Roero gli devono molto: tantissime sono state le sue intuizioni turistiche, ma pochi oggi sarebbero disposti ad ammetterlo. La memoria è breve, è divenuta superflua nel nostro tempo e, dunque, le avventure di Raoul, perché di questo si è trattato, sono cadute presto nell’oblio.
Molinari assomigliava straordinariamente a Mango, suo paese natale: grande nei panorami, nel saper veder lontano, paesaggi di rara bellezza, ma un po’ abbandonato e anche duro nell’anima. Mango trae il nome da un’arma da guerra, il mangano, e ha rappresentato nel Medioevo un luogo di controllo del territorio e crocevia dei commerci, arroccato e arrotolato sula sua forma triangolare che converge sul castello. Ma, oggi, è un paese di Langa, amato da chi viene da Oltralpe ma quasi sconosciuto da chi lo abita.

Scritto da Tefnet Admin alle 00:03 in Castelli, in castelli delle mie brame | Commento (1) | Scrivi | Tell-a-Friend|