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Wednesday, 04 May 2011

Tempo

Il tempo posso sentirlo scorrere lentamente o celermente: istanti che portano il senso di una vita e lunghe vite che non lasciano nella memoria nulla.
Il tempo per essere misurabile deve assumere una forma altrimenti sarebbe infinito: mi chiedo allora se il mondo dello spirito non sia fatto di tempo e se il tempo non sia che la dimensione spirituale della materia. Se guardiamo il tempo in questa prospettiva è come se ci aprissimo alle infinite possibilità.
Ma come scorre il tempo.
Per noi il tempo giunge dal passato attraversa il presente e procede verso il futuro.
Cosa sarebbe se invertissimo i termini? 

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Sunday, 03 January 2010

Presepio

Con l’entrata in Scorpione, la vita compie un profondo ripiegamento in sé per scendere nelle sue profondità plutoniane. La natura, con questo passo verso l’oscurità consente a se stessa di ritrovare il segno della rinascita. I Celti ponevano la fine dell’anno al termine del mese di ottobre e ne vedevano la rinascita con i primi giorni di novembre. Tempo in cui l’al di là diveniva permeabile e il velo tra i due mondi si assottigliava. Chi sa guardare dentro sé in questo tempo può trarre ispirazioni, intuizioni di questo mondo che è oltre alla nostra comune percezione.
L’immersione nel tempo d’acqua annuncia il seme del tempo di terra e con esso l’aprirsi a una nuova dimensione come avviene nel solstizio d’inverno, quando il capricorno (figura a metà capra e a metà pesce) sorge dalle acque dell’equatore celeste.

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Sunday, 28 December 2008

Lo spirito di Artemide

Artemide, la Diana dei Romani, è la dea della natura selvaggia, vergine.
Lo sgomento che dovevano provare gli uomini antichi di fronte alla visione, all’esperienza di una natura indomita, rigogliosa, vitale al di là del loro controllo, deve aver fatto scoprire nella natura una dea. Per lei, dea vergine e cacciatrice, sono stati innalzati altari nei boschi.
La natura sublime dei boschi, dei notturni lunari, dei campi di neve, delle lucenti vette, delle fresche fonti ha ispirato l’uomo a questa dea di bellezza, bellezza selvaggia e inavvicinabile.
Dea indomabile, dall’arco feroce, selvaggia da far rabbrividire, crudele da far inorridire.
E’ la natura sublime e potente, non è la grande madre, la Cerere dalle lunghe messi cantata da Omero, neppure Afrodite la Venere che unisce, che fa amare cosa è disunito.
Dea delle fiere, signora del orsi (come la radice ART ci ricorda), è la vergine della purezza, delle acque, come puro è il sentimento materno verso i figli.

Nevica. Il bosco è silente. Il rumore dei miei passi è ovattato dai fiocchi lenti. Lontano un capriolo attraversa il campo. Si ferma e mi guarda è un attimo e poi fugge.
Rimango lì, nel bianco.
Un alito di vento, di neve, sfiora la mia guancia.
Era Lei? Forse
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Friday, 28 November 2008

Ciò che emoziona 2

La maschera sul volto.

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Thursday, 13 November 2008

Vorrei scrivere di Ermete, del tempo in cui lui camminava con noi e davanti a noi.

Ermete è il signore delle strade, la sua presenza, la necessità della sua presenza, anticamente era segnalata dai mucchi di sassi, le erme (gli omini odierni della montagna) posti ai crocicchi e sui sentieri. Egli sovrastava il mucchio di sassi al quale ogni passante devotamente aggiungeva una pietra.
Ermete era, dunque, colui che indicava il cammino, era ‘quello del mucchio’. Le sue erme indicavano la via e, con un potere immensamente confortante:ti dicevano che qualcuno di lì era già passato.

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Thursday, 20 March 2008

Notturno: La passione secondo San Matteo

Mache dich, mein Herze rein,
Ich will Jesum selbst begraben,
Dehn er soll nunmehr in mir
Für and für
Seine süße Ruhe haben.
Welt, geh aus lass Jesum ein!
Nr.65 arie Matthäus Passion. J.S. Bach

La Passione secondo San Matteo è una delle più straordinarie creazioni del genio umano. È ciò che anima molte mie notti silenti. È un’armonia che invade e si espande nelle mie camere solitarie e rende straordinario il notturno.
Qualche anno fa,nell’imbrunire di Santa Lucia, nelle acque incantatrici di Porto Venere, in un salto dalla barca alla banchina, il lettore cd con la passione mi cadde. Credo che raramente si possa provare tanto rammarico. Dolore per aver perso, nelle acque, l’armonia con cui immergermi nella notte buia dell’inverno più profondo e dolore per le batterie inquinanti in mare.
Per gli antichi l’evengelista Matteo rappresentava l’acqua, elemento primario di vita e forse la caduta in baia di straordinaria bellezza come Porto Venere avrebbe potuto addolcirmi la colpa. L’inverno in barca a vela è una delle poche esperienze che da respiro alla mia anima irrequieta e di cui, ora avverto l’assenza. 

Wir setzen uns mit Tränen nieder
Und rufen Dir im Grabe zu:
Ruhe sanfte! Sanfte Ruh!
Ruht, ihr ausgesognen Glieder,
Ruhet sanfte, ruhet wohl!
Euer Grab und Leichenstein
Soll dem ängstlichen Gewissen
Ein bequemes Ruhehissen
Und der Seelen Ruhstatt sein.
Höchst vergnügt schlummern da die
Augen ein

My eyes shall sleep in joy

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Saturday, 02 February 2008

Nottuno: parola, dabar

A word is dead
when it is said,
some say.
I say it just
begins to live
that day
(E. Dickinson)

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Tuesday, 18 December 2007

Il Natale dei Millenni: la cintura di Orione (2)

Da bambina, nelle lunghe notti invernali, mia madre mi insegnava a scandire il tempo guardando i Re Magi, la luminosa cintura di Orione che lentamente si abbassava lungo l’orizzonte oscuro. Insegnava, a me, come aveva fatto sua madre con lei. La bellezza dell’algido cielo invernale ha incantato le mie giovani notti e ora, che la mia mente è andata lontano capisco cosa è la tradizione. Non so, se potrò raccontare a dei figli, come il tempo, il mito della vita infinta che si tramuta ma che sempre splende, possa essere letto nel cielo, ma ciò che so è che molti millenni fa, quando le grandi civiltà sono sorte, guardavano a Sirio, a Orione per scandire il loro tempo, tempo di vita cerimoniale come me stessa bambina guardava il cielo nel computo delle ore. Qui è la grandezza dell’uomo che passa di generazione in generazione il filo del ricordo per non dimenticare e per rimanere tutti uniti.
Buon Natale a tutti!

Scritto da Tefnet Admin alle 23:48 in Daath | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|

Tuesday, 18 December 2007

Il Natale dei millenni. Il volto luminoso di Dioniso.

Si racconta che, a Creta, Rea avesse partorito Zeus in una grotta piena di api. La norma imposta dalla religione, l’hosion, era che nessuno, né uomo né Dio, Vi potesse accedere, ma quattro temerari per impossessarsi del miele delle api, riuscirono a estrarre il miele e facendo ciò, videro le fasce di Zeus. Il Dio, allora, tuonò e scagliò contro di loro il fulmine. Ma le dee del destino e Temi, la dea delle leggi di natura, lo trattennero: sarebbe stato contro l’hosion, che qualcuno fosse morto in quella grotta. Pertanto i quattro ladri di miele furono tramutati in uccelli.
Secondo questa tradizione, ad una certa data, tutti gli anni, si vedeva un bagliore di fiamme sprigionare dalla grotta. Questo accadeva quando il sangue rimasto, nella grotta, dalla nascita di Zeus traboccava.

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Friday, 23 November 2007

I Tarocchi di una notte: la caduta dalla Torre

Tra gli arcani maggiori la Torre porta in sé un fascino arcano e oscuro. Anticamente la “Torre” aveva diverse denominazioni: Sagitta, Casa del Diavolo, Casa del Dannato, Cielo e, più spesso, Maison de Dieu.
L’iconografia è piuttosto ricca: in alcuni mazzi, è la raffigurazione di una torre colpita dal fulmine, in una notte oscura con fiamme che cadono dal cielo sopra un gregge di pecore; in altri la torre ha la testa di mucca; talvolta è un albero che germoglia. Più spesso è la torre colpita dal fulmine.
“C’era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: era integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Gli erano nati sette figli e tre figlie: erano di sua proprietà settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine e servitù molto numerosa: era l’uomo più facoltoso di tutti i figli d’Oriente…”.
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Scritto da Tefnet Admin alle 23:09 in Daath | Commenti (0) | Scrivi | Tell-a-Friend|