Solo gli stolti non riconoscono nell’annodarsi degli eventi apparentemente casuali della vita, nelle coincidenze, l’esistenza di una trama che si svolge su un’ordito spesso misterioso ma perentorio e inesorabile.
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Scritto da Tefnet Admin alle 23:24
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DIANA: Tu sei Ippolito, il ragazzo che morì per seguirmi. E ora vivi oltre il tempo. Non hai bisogno di ricordi. Con me si vive alla giornata, come la lepre, come il cervo, come il lupo. E si fugge, s’insegue sempre. Questa non è la terra dei morti, ma il vivo crepuscolo di un mattino perenne. Non hai bisogno di ricordi, perché questa vita l’hai sempre saputa.
Cesare, Pavese, “Dialoghi con Leucò”, Torino, 1974
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Scritto da Tefnet Admin alle 00:20
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Al Museo Egizio di Torino è conservato un papiro che racconta questa storia.
Ascoltatela:
Ra, alla testa dei suoi nocchieri, istallato sul trono dal doppio orizzonte, veniva vecchio di anni, ogni giorno dal compiersi del giorno alla sera.
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Scritto da Tefnet Admin alle 19:02
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Nella nostra cultura, il delfino è sicuramente uno dei simboli più presenti ed amati.
I cretesi e i greci, in particolare, ne ha fatto uno degli emblemi più vividi per rappresentare le manifestazioni della divinità, ma già le più antiche civiltà lo consideravano un volto degli dei. Per gli egizi, il delfino era un attributo di Iside. Si tratta della Iside protettrice dei defunti, di colei che è in grado di farli resuscitare. In lei è la capacità di creare e procreare e dunque della fecondità. E’ Iside, che gli antichi Egizi pregavano quando le acque del Nilo iniziavano a sollevarsi nei giorni in cui Sirio, il cane di Orione, compariva all’orizzonte. Era il momento che presagiva l’abbondanza e la sopravvivenza di un intero popolo. Il delfino, infatti, è uno dei simboli delle acque.
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Scritto da Tefnet Admin alle 18:58
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