Tempo
Il tempo posso sentirlo scorrere lentamente o celermente: istanti che portano il senso di una vita e lunghe vite che non lasciano nella memoria nulla.
Il tempo per essere misurabile deve assumere una forma altrimenti sarebbe infinito: mi chiedo allora se il mondo dello spirito non sia fatto di tempo e se il tempo non sia che la dimensione spirituale della materia. Se guardiamo il tempo in questa prospettiva è come se ci aprissimo alle infinite possibilità.
Ma come scorre il tempo.
Per noi il tempo giunge dal passato attraversa il presente e procede verso il futuro.
Cosa sarebbe se invertissimo i termini?
E se fosse il nostro futuro a creare il presente? Come se l’immagine superiore di noi che comprende e che ci pone in contatto con il divino, ebbene se quell’io, tanto più grande delle nostre inquietudini, del nostro quotidiano fosse li a nutrire il nostro presente con la sua immagine superiore. L’albero è già tale anche quando è seme e quell’albero, che chiede prepotentemente vita, dà forma al germoglio.
I testi sacri, le cerimonie, i simboli parlano alle coscienze degli uomini da millenni e non mutano. Quando leggiamo il Genesi, leggiamo e ragioniamo di noi. Se ci domandiamo ‘cosa c’entro io?’ e se li troviamo una risposta allora c’è qualcosa che ci appartiene.
Scritto da Tefnet Admin alle 22:53 in Daath | Commento (1) | Scrivi | Tell-a-Friend|
Vieni,
naviga con me su uno stagno tranquillo.
Le sponde sono nascoste,
la superficie calma.
Noi siamo imbarcazioni sullo stagno
e siamo con esso una cosa sola.
Una scia sottile si stende dietro di noi,
mentre viaggiamo sulle acque nebbiose.
Le sue onde sottili registrano il nostro passaggio.
La tua scia e la mia si uniscono,
di Stefano Tibaldi alle 09:36 PM il 16 February 12formando un disegno che rispecchia
i miei movimenti e al contempo i tuoi.
Mentre altre imbarcazioni, che sono anche noi,
navigano sul lago che è anche noi,
le loro onde s’intersecano con le nostre.
La superficie dello stagno diviene viva
onda su onda, increspatura su increspatura.
Ecco la memoria del nostro movimento,
le tracce del nostro essere.
Le acque sussurrano da te a me e da me a te,
e da noi a tutti gli altri che navigano sullo stagno.
La nostra separazione è un’illusione.
Siamo parti interconnesse dell’intero,
siamo uno stagno dotato di movimento e memoria.
La nostra realtà è più grande di te e me,
e di tutte le imbarcazioni che navigano sulle acque,
e di tutte le acque su cui navigano.