Parole di primavera
Mercoledì mattina mentre annaffiavo i fiori sul terrazzo ho sentito cantare il CUCULO! CHE GIOIA! Mio padre diceva che il cuculo doveva arrivare per il 1° d’aprile per avere una primavera in ritmo e così è stato.
Forse è un detto antico che non sbaglia: per tanti giorni ho cercato i segni della primavera che non arrivava. Piante disadorne di fiori, tristi poi, d’un tratto, ogni colore è esploso, ovunque è un tripudio di vita.
A casa mia c’è sempre stata competizione tra mio padre e mia madre su chi dei due, per primo, sentiva il canto del cuculo oppure vedeva l’esile falce della luna nuova in cielo. Di solito mio padre vinceva. Così mercoledì ho cercato mia madre e lo ho detto: è arrivata la primavera! Il Cuculo, canta, là beato nel bosco della Bocca dei Gerbini.
Ho pensato alla primavera e a mio padre, uno degli ultimi uomini antichi, e a come fosse sempre attento a ciò che segna il ciclo, la circolarità del tempo e come lui fosse lì pronto come un’antenna a sintonizzarsi. Grande uomo.
Oggi, nella piccola fontana al centro del giardino di Morsasco è fiorito il ranuncolo d’acqua: è in anticipo rispetto gli scorsi anni. La primavera ha fretta di recuperare il tempo perduto. Ho lavorato in giardino e ho constato che l’inverno che è stato il più crudele, quello che ha lasciato dietro di sé essenze a me care, morte per il gelo, si sta rivelando il più pago e il più generoso. In giardino, ho passato alcune ore a togliere miliaia di neonati piantini di aceri. Non si era mai vista un’invasione di tale portata. Ovunque piccoli esili steli con 2 tenere foglie di acero su. E’ incredibile.
Forse che ancora una volta abbiamo sbagliato il nostro giudizio perché siamo andati dietro allo stupido fraseggiare della massa, dei luoghi comuni.
Questa è una primavera strepitosa come sarà il nostro 2010.
Scritto da Tefnet Admin alle 23:32 in il giardino dei labirinti | Commento (1) | Scrivi | Tell-a-Friend|